Il RITORNO DI GESU’ CRISTO   Leave a comment

” Ecco, Gesù viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà: Lo

vedranno anche quelli che Lo trafissero, e tutte le tribù della

terra faranno lamenti per Lui ( Apocalisse 1:7 )

La venuta di Gesù citata in questo versetto sarà divesrso dalla

Sua prima  venuta sulla Terra, quando nacque a Betlemme.

Egli verrà per giudicare e regnare.

Questa profezia testimonia che Gesù Cristo è vivente! Il Suo

corpo non è rimasto nella tomba. Egli è risorto! Gesù Cristo è

Dio! Lo stesso versetto testimonia della Sua provenienza

celeste ( verrà con le nuvole ) e della Sua onnipresenza ( ogni

occhio Lo vedrà ). Anche quello successivo contiene delle

caratteristiche divine di Gesù: “ Io sono l’Alfa e l’Omega- dice

il Signore – Colui che è, che era e che viene, l’ Onnipotente”.

Gesù Cristo, il Figlio di Dio, si mostrerà in tutto il Suo

splendore, in tutta la Sua potenza e maestà. Sei pronto a

incontrarlo?

” I MORTI RISUSCITERANNO INCORRUTTIBILI, E NOI

SAREMO TRASFORMATI” ( I Corinti 15.52 )

La Parola di Dio è l’unica che ci insegna a capire il passato, a

vivere il presente, a conoscere l’avvenire. In questo lungo

capitolo l’apostolo Paolo guida il nostro sguardo verso il

tempo finale, quando il Regno di Dio sarà manifestato in tutta

la Sua gloria. Egli ci rivela che in quel momento per credenti

in Cristo essere già morti o essere ancora in vita non farà

differenza; il destino benedetto sarà lo stesso per tutti:

saremo trasformati.

Gesù stesso trasformerà il corpo della nostra umiliazione

rendendolo conforme al corpo della Sua gloria” (Filippesi

3:21 ) Se leggiamo nel capitolo di I corinti 15 versetti da 35 in

avanti, lo capiamo bene: ” corruttibile, ignobile, debole”?

Solo Dio lo può trasformare per renderci adatti al Suo Regno

eterno. Infatti in  I Corinti 15: 35 : Ma qualcuno dirà: Come

risuscitano i morti? E con qual corpo tornano essi? Insensato,

quel che tu semini non è vivificato, se prima non muore, e

quanto a quel che tu semini, non semini il corpo che ha da

nascere, ma un granello ignudo, come capita, di frumento, o

di qualche altro seme; e Dio gli dà un corpo secondo che l’ha

stabilito; e ad ogni seme, i proprio corpo. Non ogni carne è la

stessa carne; ma altra è la carne degli uomini altra la carne

delle bestie, altra quella degli uccelli, altra quella dei pesci. Ci

sono rpi celesti, e dei corpi terrestri: ma altra è la gloria dei

celesti, e altra quella dei terrestri. Altra è la gloria del sole,

altra la gloria della luna, e altra la gloria delle stelle; perchè

un astro è differente dall’altro in gloria. Così pure della

risurrezione dei morti. il corpo è seminato corruttibile, e

risuscita incorruttibile; è seminato ignobile, e risuscita

glorioso; è seminato debole, e risuscita potente; è seminato

corpo naturale, e risuscita corpo spirituale.Se c’è un corpo

naturale, c’è anche un corpo spirituale. Così anche sta scritto:

Il primo uomo, Adamo, fu fatto anima vivente; l’ultimo

Adamo è spirito vivificante. Però, ciò che è spirituale non

viene prima; ma prima, ciò che è naturale; poi viene ciò che è

spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è terreno; il

secondo uomo è dal cielo. Quale è il terreno, tali sono anche i

terreni; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. e come

abbiam portato l’immagine del terreno, così porteremo anche

l’immagine del celeste. Or questo dico fratelli, che carne e

sangue non possono eredare il Regno di Dio; nè la corruzione

può eredare la incorruttibilità. Ecco, io vi dico un mistero:

non tutti morremmo, ma tutti saremo mutati, in un

momento, in un batter d’occhio, al suon dell’ultima  tromba.

Perchè  la tromba suonerà, e i morti risusciteranno

incorruttibili, e noi saremo mutati. Poichè bisogna che questo

corruttibile rivesta incorruttibilità, e che questo mortale

rivesta immortalità. E quando questo corruttibile avrà

rivestito incorruttibilità, e questo mortale avrà rivestito

immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: La

morte è stata sommersa nella vittoria. O morte, dov’è la tua

vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo? Or il dardo della morte

è il peccato, e la forza del peccato è la legge; ma ringraziato sia

Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù

Cristo. ( I Corinzi 15:35: a 57)

Come ha detto Gesù a Nicodemo, se uno non è nato di

nuovo, non può vedere il regno di Dio” ( Giovanni 3:3).E’ una

verità che riguarda ognuno di noi, perchè questa

trasformazione inizia già ora, in questa vita, per mezzo della

nostra fede.

UNO SGUARDO ALL’INVISIBILE

“Mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poichè le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne. (2 Corinzi 4:18)

E’ sempre con gratitudine che ci accostiamo a Dio sapendo che ” Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell’uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano” . ( ! Corinzi 2:9 )

Egli si compiace di guidarci e portarci nelle Sue; Gesù stesso ci ha promesso la guida del Consolatore! Il Suo ruolo glorioso è quello di guidarci in tutta la verità, Lui ci rivela le cose grandi di Dio!

Io vi ho chiamato amici e vi ho fatto conoscere la Volontà del Padre mio! I tempi sono maturi poichè tutta la creazione geme ed è in travaglio in attesa di una restaurazione! Infatti ” la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio; perchè la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. ( Romani 8:19, 21)

Chi ha illuminato i pensieri dei profeti?

Isaia vide la SUA Gloria, e di lui parlò!

Dov’è posato il nostro sguardo? Siamo coinvolti solo con la nostra mente o lo desideriamo ardentamente con tutto il nostro essere? Siamo in sintonia con Lui? Poichè Egli non fa nulla senza rivelarlo ai suoi profeti!

Mentre Gesù fu trasfigurato, sul monte Tabor, Elia e Mosè, apparsi in gloria, parlavano dei fatti che a giorni sarebbero accaduti a Gerusalemme. Quando Mosè salì sul monte ed incontrò Dio, faccia a faccia, il suo volto divenne radioso mentre il signore stesso gli diede le leggi per governare il popolo di israele!

Egli prenderà del Mio e ve lo annuncerà!

dov’è il tuo cuore lì sarà anche il tuo tesoro!

Il tuo cuore è nel cielo?Allora avremo lo sguardo intento alle cose che non si vedono!

Lo Spirito dice alla chiesa di destarsi dal sonno poichè il tempo è vicino, Lui verrà come un ladro nella notte! Siamo pronti?

Possiamo come i discepoli di quel tempo fare questa esclamazione:

Maranathà! ( Il signore viene! ).

Daniele investigava le Scritture e lo Spirito di Dio gli rivelò esattamente il tempo della restaurazione  per Gerusalemme, Meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui il SIGNORE aveva parlato al profeta Geremia e durante i quali Gerusalemme doveva essere in rovina, era di settant’anni. ( Daniele 9. 1,2 ) cose preparate per coloro che LO amano!

Abbiamo anche noi il cuore disposto, come Daniele, a studiare diligentemente le Scritture?

Solo così potremo discernere il tempo? Voi indagate le Scritture ed esse vi parlano di Me!

Tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro sino al tempo della fine. Molti lo studieranno con cura e la conoscenza aumenterà”. Nessuno conosce l’ora, ma noi continueremo fedelmenete a portare a termine il compito che LUI ci ha affidato.

Gesù  afferma: ” Quanto poi a quel giorno e a quell’ora, nessuno li conosce, nè gli angeli, nè il Figlio ma soltanto il Padre mio” ( Matteo 24.36) 

Poichè in verità vi dico: finchè non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto. ( Matteo 5:18 )

Quindi questo giorno verrà certamente e, ora, noi sappiamo che avverrà in un periodo certo!

Per cui, se il Signore decise di intervenire nella storia degli uomini durante le feste solenni della primavera, ciò significa che queste rivestono un’importanza notevole nell’osservazione dei tempi!

Occorre che Io vada! Gesù fu inchiodato alla croce alla terza ora del giorno ( 9 del mattino), la stessa ora in cui l’agnello veniva legato ai corni dell’altare, per il primo sacrificio del giorno. – Egli morì alla nona ora ( 3 del pomeriggio), la medesima ora in cui veniva offerto l’ultimo sacrificio del giorno. – Allo stesso modo, lo Spirito Santo discese sui discepoli alla teza ora del giorno, 9 di mattina. Vigilando e osservando accuratamente i segni dei tempi, mentre attendiamo non ce ne staremo fermi, ma sarà nostra responsabilità avertire ogni uomo ” che si ravveda ” poichè il tempo è vicino1

Insegnaci dunque a contar bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio, E’ venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto!

Non vigileremo diligentemente per no essere trovati anche noi impreparati?

Ma aldilà di quello che sntiamo o vediamo Lui verrà, poichè Colui che ha dato la Sua Parola è anche in grado di adempierla; perciò rispetterà i tempi e le stagioni e noi sappiamo che il calendario di Dio ha avuto sempre il suo compimento: Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento” ( Luca 1:45)

Dio ha preordinato ogni cosa accuratamente dandoci delle indicazioni precise. E’ nostro compito osservare il calendario secondo Dio.

E allora? Alzate gli occhi, poichè la vostra redenzione è vicina!

L’estate è vicina! Perciò, il Signore, come decise allora di entrare nella storia del mondo, così può farlo ancora oggi e proprio in concomitanza delle festività di autunno, in particolare la Festa delle Trombe che vuole raffigurare il rapimento!

Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi della nostra comune salvezza, mi sono trovato costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre. ( Giuda 1:3 )

Il nostro sentimento sarà quello dei primi discepoli, poichè oggi, come allora, non c’è altro tempo se no quello speso per il Signore: Marànatà ” Il Signore viene”

E vivere come se questo ritorno dovesse accadere nei giorni o nelle sttimane che vengono, sapendo che, se Egli ritarda la Sua venuta è perchè vuole che tutti giungano al ravvedimento! mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infuocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno! ( 2° Pietro 3:11,12 )

L’Apostolo Paoloconclude così la 1° Lettera ai Corinzi:

Se qualcuno non  ama il Signore, sia anatema. Maran Tha ( Signore, vieni! ).

Bramiamo anche noi di essere ricondotti con Lui? Colui che attesta queste cose, dice: ” Sì, vengo presto!” Amen! Vieni, Signore Gesù! La grazia del Signore Gesù sia con tutti . ( Apocalisse 22:20,21 )

Grazie, Dio nostro, poichè sempre ci fai trionfare per mezzo di Cristo! Alleluia!

( N.Gallo…Dal giornalino ” Generazione x Cristo )

Per contattarci:  generazionexcristo@libero.it

www.assembleedidio.com

GESU’ CRISTO RITORNERA’

” GESU’ RITORNERA” ( atti 1:11)

Questo disse l’angelo al gruppo disperato di discepoli rimasti a guardare le nuvole, quando Gesù fu assunto in cielo dopo la Sua gloriosa resurrezione. I discepoli si sentivano orfani, insicuri, perplessi. Realizzavano con dolore la perdita del loro amato Signore. l’angelo ricordò loro che non si trattava di perdita, bensì di vittoria, perchè il Vivente sarebbe tornato.

Gesù tornerà! E’ una promessa, è una certezza che si avvererà. Colui che è venuto una volta per salvare, tornerà per vincere, regnare e giudicare.

Se hai bisogno di consolazione, ricordati di questa promessa e vivi in vista ad essa. Non come un orfano, ma come principe ereditario.

Se, invece, non sei ancora pronto per il ritorno di Cristo, è bene che ci pensi e ti prepari.

www.edizionicem.com

LA CERTEZZA DELLA SECONDA VENUTA

( di Davide Allan Hubbard)

” Quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre. State in guardia, vegliate, poichè non sapete quando sarà quel momento. E’ come un uomo che si è messo in viaggio, dopo aver lasciato la sua casa, dandone la responsabilità ai suoi servi, a ciascuno il proprio compito, comandando al portinaio di vegliare.Vegliate dunque perchè non sapete quando viene il padrone di casa; se a sera, o a mezzanotte, o al cantare del gallo, o la mattina; perchè, venendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quel che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate”. ( Marco 13:32 – 37 )

Per motivi che noi non possiamo comprendere, ci sono degli eventi storici che, come una corda, si avvolgono alla nostra mente per legarci ad essi. La guerra tra Francia e Inghilterra ha su noi inglesi questo effetto. I suoi eroi sembrano elevarsi al di sopra degli eventi: Napoleone, Wellington, Nelson. Le battaglie furono delle pietre miliari nel cammino verso la libertà: Waterloo e Trafalgar. La nostra strada, come popolo inglese, sarebbe stata drasticamente mutata se i loro risultati fossero stati differenti. Gli inglesi vinsero e i segni di quella vittoria si ritrovano nei monumenti di quasi ogni Città del Regno Unito.

Eventi particolari, occasioni memorabili, affascinanti episodi della storia. Tutti questi hanno due cose in comune: hanno avuto luogo nel passato e sono avvenuti in un’ epoca che possiamo segnare sul calendario. Ma essi differiscono in entrambi i casi dal più imponente evento della storia, il quale deve avere luogo e di cui non se ne conosce l’ora.

Per quelle due ragioni, infatti, siamo tentati di non considerarlo come un evento reale, legato alla storia; ma fare questo sarebbe sbagliato. La Seconda Venuta fu certamente preminente nei discorsi di Gesù, e intere parti del suo insegnamento sono dedicate ad essa.

Le parole di Gesù citate nei versetti precedenti focalizzano tre domande. Primo: come possiamo essere sicuri che Cristo ritornerà? L’evento sembra così estraneo e improbabile! Secondo: Come dovremmo reagire? Siamo tentati di rispondere, a volte, nel panico e altre volte con apatis. che tipo di atteggiamento dovrebbe creare in noi la conoscenza del suo ritorno? Terzo: Come possiamo prepararci? E’ difficile poterlo fare, quando non possiamo prefissare l’evento; eppure il comandamento : ” Vegliate!” Come poterlo realizzare è il nostro primario interesse di questo studio.

LA SUA CERTEZZA

La Seconda Venuta di Gesù è un evento storico. Il fatto è certo, sebbene sia sconosciuto il momento. Queste realtà sono difficili da afferrare. Possiamo avere ragionevolmente fiducia nei passati eventi della storia. Possiamo visitare il campo di battaglia di Waterloo, e camminare intorno al grande tumulto dove molti dei morti sono stati sepolti.

Ma la Seconda Venuta, la cui ora non possiamo sapere, ci sembra tutta un’altra questione. Come possiamo esserne sicuri?

La Parola di Dio lo insegna: questa è la prima evidenza della sua certezza. Lo stesso Libro che ci racconta delle meraviglie della creazione di dio, del miracolo dell’incarnazione di Cristo e dei misteri dello Spirito Santo, ci informa che Dio ha ancora un’altra grande opera da compiere. Possiamo avere fiducia nella Bibbia. Nel passato le sue predizioni si sono adempiute: pensiamo alla promessa della prima venuta di Gesù. La sua analisi della condizione umana, si è dimostrata vera; riflettiamo su quello che essa ci dice riguardo a noi stessi. La sua potenza nell’applicare le sue verità è stata dimostrata: pensiamo come le nostre vite sono state trasformate da ciò che essa ci ha annunciato. Possiamo essere sicuri che Cristo ritornerà, per il fatto che il piano di Dio lo richiede nella preghiera che insegnò ai suoi discepoli: ” Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo” ( Matteo 6:10)

 Un solo sguardo alla nostra storia, alla nostra civiltà, alla società e alle nostre vite ci dirà quanto questa preghiera sia ben lontana dall’essere realizzata. Non c’è il rimedio umano neanche in vista. Nessuna agenzia umana, nè il nostro governo, nè le Nazioni Unite o il movimento ecumenico e neanche le nostre chiese possono portare alla realizzazione di questa preghiera. Solo Dio è in grado di poterlo fare e le sue risorse finali saranno nella venuta di Cristo.

Tutto quello che Dio si era prefisso nella prima creazione saràportato a compimento dall’ultima e più grandiosa impresa della storia. Possiamo avere fiducia nel piano di Dio, anche se la venuta di Cristo sembra incredibilmente lontana, possiamo essere certi che Cristo ritornerà, perchè la sua risurrezione lo garantisce. La predicazione dell’apostolo Paolo ai Greci di Atene deve essere riascoltata da tutti noi: ” Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perchè ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell’uomo ch’egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti” ( Atti 17:30 – 31 ). Vi sembra che la venuta di Gesù sia incerta, rimandata, rallentata e quasi sul punto di essere cancellata? Allora date un’altra occhiata alla tomba vuota e lasciate che ogni giorno sia Pasqua. Cristo è risorto dalla morte! La potenza di Dio ha operato l’impossibile e il cristo vivente è pronto, ancora una volta, ad irrompere nel cuore della storia. Possiamo avere fiducia nella risurrezione di Cristo, anche quando il dubbio e la morte sembrano addensare grandi ombre sulle promesse di Dio. La Parola di Dio, e il suo piano per compiere la sua volontà sulla terra, la risurrezione vittoriosa di Gesù: tutto ci rassicura che la venuta di Cristo è almeno così certa, come lo fu la sconfitta di Napoleone. Adesso sta a noi decidere che posizione prendere di fronte all’evidenza di questo fatto.

LA NOSTRA RISPOSTA

Nessuna persona sensibile, che venga confrontata con la realtà del trionfante ritorno di Cristo, può sbagliare e voltare pagina. Esso è l’apice di tutto quello che l’umanità ha cercato di raggiungere. E’ la meraviglia di migliaia di feste di Natale, di Pasqua e giorni del Ringraziamento, che si uniscono in un’unica, grande celebrazione. L’apatia è perciò incomprensibile. Ecco perchè le parole di Cristo furono ” State in guardia, vegliate”.

Ma non deve essere il panico la migliore risposta all’apatia, perchè la data di questo evento è nelle mani di Dio, e il corso della storia ne seguirà il passo. Noi non vendiamo i nostri beni per indossare delle tuniche bianche, come alcuni credenti hanno fatto. Non ci precipitiamo sulle cime dei monti ad attendere, come altri cristiani hanno fatto. E neanche ci avventuriamo in frenetici tentativi per stabilire una qualche data, come fanno alcuni del popolo di Dio.

No, noi reagiamo con un senso di fiducia. Chi conosce il tempo? Nè gli angeli nella loro elevazione, nè il Figlio, nella sua umile dipendenza dal Padre. Chi conosce il tempo? Il Padre neè a conoscenza, l’amorevole Padre al quale sta a cuore il nostro bene; il Padre Onnisciente, le cui decisioni sono sempre perfette e giuste il Padre Onnipotente, i cui piani non possono fallire. Il corso del tempo è in buone mani. Possiamo, perciò, affrontare e controllare i nostri dubbi e le nostre ansietà. Dio ha fissato il giorno e nessuna forza, nè in cielo e neanche nell’inferno, può modificarlo. E questo ci infonde sicurezza.

Noi reagiamo, inoltre, con un senso di redidicazione. Questo era il punto sul quale Gesù si soffermò con più insistenza: che il suo popolo fosse vigilante. La sua illustrazione è la seguente: ” E’ come un uomo che si è messo in viaggio, dopo aver lasciato la sua casa, dandone la responsabilità ai suoi servi, a ciascuno il proprio compito, e comandando al portinaio di vegliare. vegliate dunque perchè non sapete quando viene il padrone di casa; se a sera, o a mezzanotte, o al cantare del gallo, o la mattina; perchè, venendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quel che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate” (Marco 13:34, 37).

Certo, la fiducia era una reazione possibile, il Maestro stava per tornare. Loro avevano avuto la sua Parola. La vigilanza ne era un’altra cosa. Essi non sapevano quando sarebbe tornato. Così il loro servizio doveva essere svolto con più cura, proprio a motivo di quella incertezza. Essi dovevano essere diligenti quando il Maestro era a casa, ma lo dovevano essere altrettanto mentre egli era lontano. Egli sarebbe potuto tornare in qualsiasi momento e chiamarli a rendere conto del loro servizio. Il portinaio, specialmente, doveva stare all’erta. Il suo compito era quello di udire il richiamo del Maestro, aprire il cancello, curarsi del suo mantello, lavare i suoi piedi e risollevarlo dal peso del viaggio. il suo era il privilegio del primo benvenuto; egli aveva la gioia di vedere per primo il suo Maestro. Inoltre, il portinaio aveva il compito di essere costantemente pronto. Cristo ha chiamato tutto il suo popolo a essere dei guardiani vigilanti e gioiosi. ” Vegliate, dunque”, Il più grande avvenimento della stori< è alle porte.

LA NOSTRA PRONTEZZA

Quel che dico a voi, lo dico a tutt: Vegliate” ( Marco 13:37). Con queste parole riassuntive, Gesù rese certo il fatto che nessuno di noi potrebbe eludere il suo comandamento. Dato che conosciamo la certezza di quell’ora, ma non il suo momento, la vigilanza e la prontezza devono essere il nostro compito. Che cosa implica l’essere pronti? Vigilanza, Gesù ordinò. Ma come’

. Primo: dobbiamo stabilire la nostra relazione con il Padre. E’ al servitore del Padre che Gesù verrà con gioia e benedizioni e noi dobbiamo essere sicuri che apparteniamo a lui. Abbiamo noi riconosciuto di non poter vivere senza Dio? Abbiamo voltato le spalle al nostro egoismo e alla nostra arroganza? Abbiamo detto sì alla chiamata del Padre a tornare nella sua casa per essere parte della sua famiglia? La Seconda Venuta di Cristo è certa; l’ora no. Questa combinazione ci sprona a riporre la nostra fiducia in lui per ricevere la sua salvezza e la sua guida.

. Secondo: dobbiamo avvertire i nostri cari sul destino della storia. Essi non possono imparare niente al riguardo, nè dai libri di testo nè dai mezzi di comunicazione. Le lezioni più importanti della storia non si trovano lì. La vigilanza del cristiano, include sempre il chiamare gli altri a vigilare con noi. Dio ha rivelato a noi i segreti del suo futuro, ma essi non devono essere tenuti nascosti: devono essere condivisi con quelli che ci sono vicini e trasmessi a tutti quelli che ci conoscono. Il Maestro sta per tornare nel mondo per il quale egli morì. Questo messaggio è il più significativo annuncio della storia dell’umanità.

.Terzo: dobbiamo seguire la nostra chiamata con entusiasmo, perchè anche questo è parte del comando di vigilare. I servitori sono all’opera e Gesù ha detto: ” a ciscuno il suo compito”. Ognuno di noi sa bene quali sono le implicazioni di questa chiamata. Potrebbe essere il curarsi di un nostro caro che è anziano o l’educare i nostri figli affinchè amino il Signore; oppure tradurre la Bibbia in una lingua tribale, oppure portare della gioia a un vicino nella solitudine. Dobbiamo compiere ciò per cui siamo stati chiamati con un profondo senso di urgenza. Il Maestro è sulla strada del ritorno. Egli sta aspettando di poter premiare la nostra fedeltà. La sicurezza del ritorno di Cristo ha un effetto purificante sul suo popolo: ” E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com’egli è puro” ( I Giovanni 3:3). Che cosa è necessario mettere in ordine nella nostra vita, mentre vigiliamo per questo grande evento? Forse un conto da saldare? Una scusa da restituire? Una parola di testimonianza cristiana da dire? Una relazione rotta da rinsaldare? Non dobbiamo tralasciare niente. Cristo è sulla strada del ritorno ed egli vuole che il suo popolo sia pronto. La storia si sa sta dirigendo verso questo giorno. Le più grandi vittorie devono ancora essere conquistate. A loro confronto Waterloo, Trafalgar, il D-Day e Camp David sembrano dei giochi da bambini. Il futuro è la nostra ancora e speranza. Non ne conosciamo il quando, ma ne conosciamo il perchè.

 ( Leggi il libro LA SECONDA VENUTA DI CRISTO DI David Allan Hubbard)

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pubblicato 1 marzo 2012 da annarellapelliccia

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